Carter avverte di un possibile incidente con l’Argentina per il viaggio alle Falkland

Il presidente della Sottocommissione per i bilanci della Difesa chiede una posizione ferma di fronte alla minaccia che l’Argentina infligga una multa alla nave o la confischi.

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Il senatore Rodolfo Carter ha avvertito che il Cile potrebbe trovarsi ad affrontare un incidente di grande portata con l’Argentina tra un paio di settimane. Carter presiede la Sottocommissione per i bilanci della Difesa nazionale. A innescarlo sarebbe la nave da carico che salperà da Punta Arenas verso le isole Falkland il 10 novembre.

Le dichiarazioni compaiono in un’intervista di Ex-Ante, ripresa da T13. Secondo il parlamentare, la maggior parte della classe politica cilena non vede il rischio. Ha descritto la crisi come un conflitto "annunciato, più che annunciato, annunciato di nuovo".

Carter ha affermato che l’Argentina ha già minacciato il Cile attraverso canali formali e informali. Ha menzionato il ministro degli Esteri argentino, alti ufficiali delle Forze armate argentine e istituzioni come la Lega navale. A suo giudizio, Buenos Aires ha mire sui due oceani e cerca di isolare commercialmente Punta Arenas.

Il senatore fonda la propria posizione sull’articolo 10 del Trattato di pace e amicizia del 1984. L’accordo, firmato dopo la crisi del Beagle, stabilisce che lo Stretto di Magellano è cileno e garantisce il libero transito attraverso entrambi gli imbocchi.

L’Argentina sostiene di rispettare i trattati. Carter denuncia tuttavia un’"interpretazione errata" della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Secondo lui, tale lettura consentirebbe all’Argentina di valutare se una nave effettui un passaggio "non inoffensivo" e, di conseguenza, di infliggerle una multa o confiscarla.

Per Carter, una confisca aprirebbe la strada a ciò che l’analista Rodríguez Elizondo chiama "l’impensabile": un conflitto fisico con l’Argentina. Per questo ha chiesto di agire con fermezza adesso e di non tollerare "più alcuna intemperanza". Ha criticato in particolare il fatto che il ministro degli Esteri argentino abbia detto che le cose hanno conseguenze.

Il senatore ha negato di cercare "avventure belliche" e ha difeso un sistema militare di deterrenza credibile. Ha sostenuto che il Cile mantiene "ancora" una posizione di superiorità militare. Ha aggiunto che il paese deve rinnovare i propri armamenti per conservare tale vantaggio.

Carter ha detto di aver discusso la questione con esponenti del Governo, che secondo lui la considerano "molto complessa". Non ha precisato quali misure stia valutando l’Esecutivo. In altri articoli pubblicati, il titolare di due ministeri Daniel Mas ha sostenuto la rotta, definendola un’attività commerciale tra privati che lo Stato deve soltanto vigilare. Il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, ha invece affermato che il Cile ha concordato di non fornire sostegno logistico alle isole.

Il parlamentare ha aggiunto altre questioni in sospeso. Ha menzionato la rivendicazione argentina sulla piattaforma continentale estesa, che raggiunge l’Antartide, dove si sovrappongono gli interessi di Regno Unito, Argentina e Cile. Ha citato anche la delimitazione ancora da definire dei campi di ghiaccio. Ha comunque ribadito che la questione urgente è la partenza del 10 novembre.

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